Saldo e stralcio con banca: guida pratica per chi ha debiti

Se hai un debito con la banca o la finanziaria per un prestito non pagato, può essere molto importante capire come affrontare questa difficile situazione. Probabilmente sei dubbioso sul da farsi. Magari ti starai chiedendo se sia il caso di rivolgersi ad un avvocato per farsi assistere. Ti starai anche domandando se sia possibile trovare un accordo con l’istituto di credito, per ridurre o per rateizzare il debito. Inoltre hai probabilmente sentito parlare del c.d. “saldo e stralcio” ma non sai esattamente come funziona. Se questa è la tua situazione, cercheremo di chiarire in maniera semplice ma completa i tuoi dubbi e ti suggeriremo anche qualche possibile soluzione.

Cos’è il saldo e stralcio e quando si applica

Definizione di saldo e stralcio

Il “saldo e stralcio” è un accordo tra un debitore e un creditore (la banca) in base al quale il primo paga al secondo una somma inferiore rispetto al debito originario. Ciò comporta la liberazione del debitore e l’estinzione dell’obbligazione. Ma perché la banca o la finanziaria dovrebbe accettare un pagamento più basso del dovuto? I motivi possono essere diversi; i principali sono:
  • Scarsa solvibilità del debitore;
  • Rischi interni alla banca derivanti dai crediti incagliati;
  • Rischio di una procedura di sovraindebitamento;
  • Anomalie del credito;
  • Possibili contestazioni da parte del debitore.
Pertanto, una volta pagata la somma pattuita, il creditore deve rilasciare una liberatoria scritta che garantisce il debitore circa la definitiva estinzione del proprio debito. È importante comprendere che il saldo e stralcio con le banche non è una misura imposta per legge, ma una pratica di tipo negoziale. Ne deriva che il creditore non è obbligato ad accettare la proposta del debitore, rendendo la strategia di negoziazione cruciale. La decisione della banca è una valutazione aziendale, basata sulla convenienza di recuperare una somma parziale subito piuttosto che rischiare di non recuperare nulla o affrontare procedure legali costose.

Quando è possibile richiedere un saldo e stralcio

Potenzialmente, il saldo e stralcio può essere chiesto ogni volta che vi sia un debito scaduto nei confronti di una banca o di una finanziaria. Se ben gestita, un’operazione di saldo e stralcio consente di evitare azioni esecutive da parte del creditore, pignoramenti e il lievitare di interessi di mora e spese. Se è così, per quale motivo il saldo e stralcio non viene utilizzato ogni volta che vi sia un debito bancario da gestire e risolvere? Le risposte sono molteplici:
  • Il debitore non ha la possibilità di fare una proposta economica soddisfacente;
  • La banca ritiene, a torto o a ragione, di poter recuperare facilmente il proprio credito;
  • La proposta di saldo e stralcio è poco convincente o non ben documentata.
Pertanto, prima di formulare una proposta, è necessario analizzare attentamente la situazione generale del debitore, da un punto di vista patrimoniale, lavorativo, famigliare, ecc. In molti casi, infatti, la banca va “convinta” circa la convenienza della proposta, il che non è così scontato come può apparire.

Tipologie di debiti bancari ammissibili

Il saldo e stralcio bancario può riguardare vari tipi di debiti. Questi possono derivare da:
  • Prestiti personali
  • Carte di credito (incluse revolving)
  • Crediti ceduti a società di cartolarizzazioni (come Kruk, Banca Ifis, Cerved, Purple SPV, Penelope SPV, ecc.)
  • Fidi in conto corrente
  • Leasing
  • Cessioni del quinto
Normalmente può risultare più difficile lo stralcio di debiti assistiti da garanzie reali, come ad esempio i mutui ipotecari e fondiari, ferma restando la necessità, anche in questi casi, di una previa valutazione complessiva della situazione concreta, del valore degli immobili ipotecati, degli eventuali vizi contrattuali, della situazione di sovraindebitamento generale. Per tali ragioni, anche i mutui ipotecari possono rientrare in operazioni di saldo e stralcio, specialmente se il rapporto tra debito residuo e valore dell’immobile è sfavorevole per la banca, o se l’immobile è già stato posto in asta giudiziaria.

Come funziona il saldo e stralcio con la banca

Modalità di negoziazione con l’istituto di credito

Il c.d. “saldo e stralcio” altro non è che un contratto fra due parti, debitore e creditore, con il quale i contraenti raggiungono un accordo su quanto, come e quando pagare. Come ogni contratto, l’accordo di saldo e stralcio si realizza quando una proposta (quella del debitore) incontra il favore del creditore, il quale accetta l’offerta transattiva. La proposta deve essere pertanto credibile e ben strutturata, basata su un’attenta valutazione della propria posizione debitoria e capacità di pagamento. La banca può accettare, rifiutare o contro-negoziare. L’accordo deve essere infine formalizzato con un contratto scritto che specifichi importo, modalità (unica soluzione o più rate) e scadenza. Normalmente il pagamento in un’unica soluzione offre un risparmio maggiore, pertanto – ove possibile – risulta consigliabile. In alternativa, la rateizzazione è più frequente quando gli importi da restituire appaiono troppo elevati per le possibilità immediate del debitore. Dopo il pagamento, il creditore rilascia una liberatoria grazie alla quale viene dichiarata la definitiva chiusura della posizione debitoria, anche da un punto di vista formale. Attenzione perché la liberatoria non implica di per sé la cancellazione delle segnalazioni dalle banche dati quali CRIF e Centrale Rischi.

Documenti e informazioni necessarie

Per una proposta efficace, è importante raccogliere documenti e informazioni che forniscano un quadro completo della situazione del debitore. È, in particolare, necessario specificare:
  • L’importo complessivo dei debiti;
  • La situazione lavorativa del debitore;
  • La natura e l’ammontare delle entrate mensili del debitore;
  • La provenienza degli importi con i quali si intende procedere al pagamento del creditore;
  • Eventuali situazioni di difficoltà famigliare o personale del debitore;
  • Nei limiti di quanto previsto dalla normativa sulla privacy, l’indicazione di eventuali problematiche di salute del debitore;
  • L’eventuale presenza di presupposti per l’avvio di una procedura di sovraindebitamento.
Per debiti immobiliari, servono atto d’acquisto, atti di precetto o di pignoramento, planimetria catastale e informazioni su altri debiti (es. condominiali). Per debiti non immobiliari (es. prestiti personali), la proposta deve includere dati identificativi del debitore, numero del prestito, importo offerto e, per cifre elevate, un piano di rientro rateale dettagliato, allegando sempre copia del documento d’identità. La banca o la finanziaria creditrice valuterà quindi la situazione finanziaria del debitore, la presenza di garanzie o fideiussori, eventuali abusi edilizi sull’immobile, il valore di mercato del bene e la sua commerciabilità. La documentazione accurata e completa è cruciale per la credibilità della proposta.

Vantaggi e svantaggi del saldo e stralcio

Il saldo e stralcio offre certamente una importante via d’uscita per i debitori in difficoltà; tuttavia non è sempre l’unica né la migliore delle strade percorribili per gestire e risanare il debito. La sua efficacia dipende molto dall’analisi della situazione specifica e dalla gestione professionale del procedimento.

Benefici per il debitore

Il saldo e stralcio offre di solito al debitore un risparmio significativo sull’importo totale dovuto, con riduzioni che possono variare dal 30-40% fino a oltre l’80% in casi particolari. Permette inoltre:
  • un risparmio di tempo, evitando iter giudiziari lunghi e complessi;
  • la liberazione definitiva dal debito. Una volta saldato l’importo stabilito nell’accordo di s/s, il debitore viene sollevato da ulteriori obblighi;
  • consente di evitare azioni esecutive come pignoramenti;
  • sul medio periodo, consente la cancellazione del debitore dalle banche dati quali CRIF e Centrali rischi e, quindi, di recuperare la finanziabilità e della reputazione creditizia.

Possibili rischi e conseguenze

Nonostante i vantaggi, il saldo e stralcio comporta rischi.
  • Il principale problema è dato dalla necessità di possedere una disponibilità immediata di fondi economici necessari per effettuare il pagamento concordato.
  • Se l’accordo è quello di pagare mediante rate, il rischio è che la finanziaria pretenda l’utilizzo di cambiali.
  • Un accordo di saldo e stralcio deve necessariamente essere valutato nell’ambito di una strategia generale.
  • Stralciare un singolo debito in presenza di altri debiti consistenti potrebbe risultare inutile o addirittura dannoso.
  • È da ipotizzare l’avvio di una procedura di sovraindebitamento o, perlomeno, stabilire un percorso di risanamento unitario.
Sono poi da considerare le conseguenze sulle centrali rischi (CRIF, Experian, CTC) e sulla Centrale Rischi di Banca d’Italia. Nei Sistemi di Informazione Creditizia (SIC) come CRIF, il saldo e stralcio può lasciare una segnalazione negativa (“chiuso a saldo” o “con perdita”). La cancellazione automatica dei dati come “cattivo pagatore” avviene dopo 36 mesi per i debiti insoluti, ma una liberatoria scritta del creditore può attestare la buona fede. Tuttavia, la storia del debito chiuso a saldo e stralcio rimane visibile per un certo periodo, influenzando la futura finanziabilità. La Centrale Rischi di Banca d’Italia non prevede la cancellazione dei dati relativi a “sofferenze bancarie” o insoluti, anche se regolarizzati tramite saldo e stralcio. I dati storici rimangono a disposizione delle banche per le loro valutazioni, sebbene dopo 36 mesi dall’ultimo aggiornamento i dati più vecchi potrebbero non essere più visualizzati. Ciò significa che la modalità di chiusura segnala una pregressa incapacità di onorare completamente gli impegni, fungendo da indicatore di rischio a lungo termine. Per le imprese, la differenza tra debito originario e importo versato deve essere dichiarata come reddito imponibile (sopravvenienza attiva), e l’IVA detraibile è limitata all’importo corrisposto. Per le persone fisiche, di norma non genera reddito imponibile. Infine, c’è il rischio di affidarsi a “esperti” non qualificati o in malafede, che possono promettere soluzioni facili ma condurre a frodi o peggiorare la situazione. Ogni pagamento parziale deve essere accompagnato da una liberatoria scritta per essere considerato liberatorio.

Procedura per ottenere il saldo e stralcio: passaggi fondamentali

L’ottenimento di un accordo di saldo e stralcio deve essere supportato da alcuni passaggi strategici, quali:
  • Analisi della situazione debitoria e patrimoniale: valutazione approfondita di tutti i debiti, entrate, spese e capacità reddituale per determinare l’offerta realistica.
  • Analisi di eventuali anomalie contrattuali: una buona proposta di accordo dovrebbe tenere conto delle eventuali clausole anomale o vessatorie nei contratti di finanziamento. Non è infatti detto che il debito di partenza sia effettivamente quello stabilito dalla banca.
  • Analisi di possibili soluzioni alternative al saldo e stralcio: prima di decidere che il saldo e stralcio sia la soluzione migliore, valutare se vi siano i presupposti per una procedura di sovraindebitamento.
  • Preparazione della proposta: formulazione di una proposta credibile e sostenibile, motivata da circostanze che influiscono sulla capacità di pagamento.
  • Negoziazione con il creditore: presentazione ufficiale della proposta e avvio della trattativa diretta.
  • Raggiungimento e formalizzazione dell’accordo: se la negoziazione ha successo, l’accordo deve essere formalizzato per iscritto, sostituendo il contratto originario.
  • Pagamento e liberatoria: il creditore rilascia una dichiarazione di estinzione del debito, fondamentale per la chiusura definitiva.
  • Monitoraggio della posizione creditizia: è consigliabile verificare che le segnalazioni siano aggiornate correttamente.

Il ruolo dell’avvocato

Il procedimento che conduce al saldo e stralcio del debito è, come visto, una strada irta di problemi e di valutazioni complesse. Procedere senza adeguata preparazione può condurre a errori gravi e a pagare più del necessario. Per questo il ruolo di professionisti qualificati è normalmente opportuno e talvolta fondamentale. Ruolo dell’Avvocato: L’avvocato specializzato in diritto bancario è centrale in tutte le fasi:
  • Consulenza e Valutazione: analizza la posizione debitoria, la capacità di pagamento e identifica eventuali anomalie contrattuali (usura, anatocismo).
  • Negoziazione: conduce la trattativa con la banca, formulando una proposta credibile e difendendo gli interessi del debitore.
  • Formalizzazione dell’Accordo: redige un accordo scritto valido e opponibile.
  • Tutela post-accordo: valuta gli effetti sulle segnalazioni in CRIF e Centrale Rischi, e tutela il debitore da eventuali ritardi o errori della banca.
  • Alternativa al saldo e stralcio: se non è opportuno o accettato, guida verso le procedure di sovraindebitamento (es. Legge 3/2012, Codice della Crisi).
L’avvocato, inoltre, agisce come garante della validità legale dell’accordo e della tutela a lungo termine del debitore.

Consigli legali per una trattativa efficace

Come prepararsi e negoziare

Per una trattativa efficace, sono fondamentali preparazione e strategia:
  • Valutazione accurata della propria situazione finanziaria: inventario dei debiti, analisi entrate/uscite, determinazione della somma sostenibile.
  • Ricerca e analisi del creditore: comprendere le politiche della banca e identificare contatti utili può offrire vantaggi.
  • Preparazione di una proposta sostenibile: l’offerta deve essere realistica e conveniente rispetto ai costi del recupero giudiziale.
  • Trasparenza e comunicazione attiva: fornire documentazione e spiegare onestamente la situazione facilita l’accordo.
  • Aspettative realistiche: non tutti i creditori accetteranno o ridurranno sensibilmente il debito.

Errori da evitare

  • Fare una proposta non preparata: proporre una somma senza analisi approfondita può compromettere la trattativa.
  • Proporre un importo che non si può sostenere: offerte azzardate, specialmente con immobili, possono avere conseguenze gravi.
  • Non formalizzare l’accordo: senza un contratto scritto, i pagamenti parziali non sono liberatori.
  • Non affidarsi a professionisti esperti: il “fai da te” è sconsigliato, può portare a errori o truffe.
  • Ignorare le implicazioni sul merito creditizio: il saldo e stralcio non cancella immediatamente la segnalazione di “cattivo pagatore”.

Tutela i tuoi interessi nella trattativa bancaria

Un accordo di saldo e stralcio richiede strategia e documentazione accurata. Scopri come tutelare al meglio i tuoi interessi nella trattativa con l’istituto di credito.

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