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Il decreto ingiuntivo può essere bloccato?
Sì, è possibile “bloccare” un decreto ingiuntivo.
Cosa comporta la sospensione del decreto ingiuntivo a seguito di opposizione.
In caso di opposizione a decreto ingiuntivo, che sia fondata su prova scritta (cioè su una valida perizia econometrica) è possibile:
- ☑️ Rendere inefficace l’esecutività del decreto ingiuntivo per il tempo del giudizio (circa 2-3 anni). In tal caso, la banca – in virtù di un provvedimento esplicito del Giudice – non potrà pignorare né stipendio, né auto, né beni immobili, né conti corrente per tutta la durata della causa.
- ☑️ È inoltre possibile contestare il credito preteso dalla Banca. Grazie all’opposizione a decreto ingiuntivo, infatti, il Giudice potrà accertare se il credito preteso dalla Banca esiste in concreto oppure se lo stesso vada rideterminato sulla base, ad esempio, di un nuovo calcolo degli interessi. In alcuni casi, se ve ne sono i presupposti, può addirittura ottenersi l’annullamento completo del debito.
- ☑️ Nel corso del giudizio, e prima di giungere a sentenza, è anche possibile avviare trattative con la Banca o con la Finanziaria al fine di raggiungere un accordo di saldo e stralcio.
Qual è il termine per fare opposizione a decreto ingiuntivo?
Il termine per fare opposizione a decreto ingiuntivo è di 40 giorni dalla notifica, cioè dal giorno in cui il documento viene ricevuto dal debitore.
In caso di ritardo oltre i 40 giorni, l’opposizione a decreto ingiuntivo non è più formulabile, se non in casi eccezionali (cfr. art. 650 c.p.c.).
Decreto ingiuntivo e sovraindebitamento
Ricevere uno o più decreti ingiuntivi a causa del mancato rimborso di finanziamenti, affidamenti bancari o carte di credito può essere sintomo di una situazione di sovraindebitamento.
Non sempre, però, è così.
Infatti, le valutazioni da fare per verificare se si possono risolvere i problemi del debitore attraverso la legge sul sovraindebitamento (oggi il Codice della Crisi) sono molteplici, dovendosi valutare non solo la presenza di uno o più debiti non pagati, ma anche la più generale situazione economica e patrimoniale del debitore.
Ad esempio, se a un debito alto corrisponde, contemporaneamente, la titolarità da parte del debitore di beni immobili di valore, potrebbe darsi che non vi siano i presupposti per una generale procedura di risanamento.
Tuttavia, prima di assumere decisioni, è importante valutare la situazione specifica in maniera analitica.
Forse è banale dirlo, ma ogni caso è diverso dall’altro, ed è fondamentale dosare tutti gli strumenti che fornisce la legge in maniera corretta rispetto alle fattispecie concrete.
Misure protettive del patrimonio in caso di sovraindebitamento
In caso di sovraindebitamento, è possibile “bloccare” il decreto ingiuntivo esecutivo anche attraverso lo strumento delle misure protettive.
Il debitore in crisi, infatti, per bloccare le azioni dei creditori (come pignoramenti) può richiedere al Giudice di sospendere l’efficacia esecutiva anche dei decreti ingiuntivi, ciò al fine di tutelare il progetto di risanamento del debito e gli interessi generali dei creditori, evitando la dispersione dei beni.







