La crisi spesso c’è ma non si vede (o si fa finta di non vedere).
Eppure, quasi sempre, guardando indietro i segnali c’erano: un capitale circolante che si assottigliava anno dopo anno, riserve in progressiva erosione, una redditività operativa che aveva smesso di coprire gli impegni finanziari. Nessuno li aveva letti per quello che erano.
Cerchiamo quindi di capire come si fa a vedere, in anticipo, se un’azienda è solida o se sta scivolando verso la crisi.
Indice dei contenuti
- 1. Solvibilità aziendale: perché non basta guardare l’utile di bilancio
- 2. Monitorare gli indici di solvibilità aziendale è oggi un obbligo, non una scelta
- 3. Come verificare se un’azienda sta scivolando verso la crisi
- 4. Solvibilità dell’azienda: lo Z-Score è un indicatore sintetico per leggere il rischio
- Un caso concreto di insolvenza che si poteva prevenire
- 5. Cosa fare quando si intravedono i primi segnali di crisi
- 3. Solvibilità aziendale. Cosa fare e cosa non fare
- ⚠️ Attenzione ai rischi in caso di crisi mal gestita
1. Solvibilità aziendale: perché non basta guardare l’utile di bilancio
Il primo errore che molti imprenditori — e talvolta anche i loro consulenti — commettono è quello di misurare la salute dell’azienda esclusivamente attraverso il risultato d’esercizio.
Un utile positivo rassicura, una perdita preoccupa. Ma questa lettura è spesso insufficiente, e in alcuni casi può essere addirittura fuorviante.
Un’impresa può chiudere l’anno in utile e avere al tempo stesso un capitale circolante negativo, riserve azzerate e un livello di indebitamento tale da rendere insostenibile qualsiasi shock esterno, come ad esempio:
- un rallentamento dei pagamenti dei clienti;
- un aumento del costo del denaro;
- una contrazione improvvisa dei ricavi;
- una crisi internazionale e magari uno shock petrolifero (sfortunatamente sempre più frequenti).
In questi casi, il bilancio fotografa una realtà che sembra accettabile ma che nasconde fragilità strutturali già in corso di manifestazione.
Verificare la solvibilità di un’impresa significa andare oltre il risultato netto e analizzare l’insieme degli equilibri finanziari, patrimoniali e operativi che ne determinano la tenuta nel tempo.
Tra parentesi: si tratta dei dati che le Banche valutano sempre più frequentemente, e con sempre maggiore attenzione, quando si approcciano ad aziende che richiedono credito.
2. Monitorare gli indici di solvibilità aziendale è oggi un obbligo, non una scelta
Prima ancora di parlare di strumenti tecnici, è necessario ricordare che il tema della rilevazione tempestiva della crisi ha oggi una precisa rilevanza giuridica.
Con il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), il legislatore ha introdotto l’obbligo per l’imprenditore di dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati a intercettare i segnali di squilibrio finanziario prima che questi degenerino in insolvenza.
Non si tratta di un adempimento burocratico. Le conseguenze concrete di un monitoraggio assente o tardivo possono essere gravi: responsabilità degli amministratori per aggravamento del dissesto, preclusione all’accesso agli strumenti di composizione negoziata della crisi, perdita definitiva di margini di intervento che esistevano ma non sono stati sfruttati in tempo.
In questo quadro, disporre di indicatori oggettivi e sistematici per valutare lo stato di salute finanziaria dell’impresa non è più una scelta discrezionale. È una componente essenziale di una gestione responsabile.
3. Come verificare se un’azienda sta scivolando verso la crisi
Verificare concretamente la traiettoria di un’impresa richiede di analizzare nel tempo almeno 4 dimensioni fondamentali:
- Equilibrio finanziario di breve periodo: l’azienda è in grado di far fronte alle proprie obbligazioni correnti con le risorse liquide disponibili? Un capitale circolante netto in progressiva riduzione è spesso il primo segnale tangibile di tensione.
- Capacità di accumulazione patrimoniale: nel tempo l’impresa ha costruito riserve proprie o ha distribuito tutto, lasciandosi senza cuscinetto? Un’azienda che non accumula risorse interne è strutturalmente più vulnerabile a qualsiasi perturbazione esterna.
- Redditività operativa: la gestione caratteristica genera margini sufficienti a sostenere gli impegni finanziari? Una redditività operativa in declino, anche in presenza di ricavi stabili, segnala che qualcosa nel modello di business non funziona più come dovrebbe.
- Grado di copertura dei debiti: quanto pesa il debito rispetto al patrimonio? Un indebitamento crescente, non accompagnato da una corrispondente crescita degli asset produttivi, riduce progressivamente la capacità dell’impresa di assorbire perdite senza compromettere la continuità.
Queste quattro dimensioni, analizzate singolarmente, offrono indicazioni parziali. È la loro combinazione — e soprattutto la loro evoluzione nel tempo — a restituire un quadro attendibile.
4. Solvibilità dell’azienda: lo Z-Score è un indicatore sintetico per leggere il rischio
Tra gli strumenti più consolidati per sintetizzare questa analisi multidimensionale vi è lo Z-Score, sviluppato dall’economista Edward Altman nel 1968 e successivamente declinato in più versioni per adattarsi a contesti aziendali differenti. La formula combina i principali indicatori di bilancio in un unico punteggio che colloca l’impresa in una delle tre zone: sicurezza, attenzione o rischio insolvenza.
Per la realtà italiana esiste una versione specifica — il modello Bottani-Cipriani-Serao del 2004 — calibrata su un campione di PMI manifatturiere nazionali, che tiene conto delle peculiarità strutturali del nostro tessuto produttivo: forte dipendenza dal credito bancario, patrimonializzazione contenuta, strutture organizzative meno formalizzate rispetto alle grandi imprese. Applicare un modello costruito per imprese americane quotate in borsa a una piccola impresa italiana non quotata produrrebbe risultati distorti e privi di valore segnaletico.
Il dato più importante, tuttavia, non è il punteggio di un singolo esercizio. È la sua direzione. Un’impresa il cui Z-Score si deteriora progressivamente nell’arco di due o tre anni sta comunicando qualcosa di preciso, indipendentemente dal fatto che si trovi ancora nella zona di sicurezza. Quella traiettoria discendente è il vero segnale di allerta.
Un caso concreto di insolvenza che si poteva prevenire
Una PMI manifatturiera italiana, analizzata su cinque esercizi consecutivi, mostrava all’inizio del periodo uno Z-Score elevato e una situazione apparentemente solida.
Nel corso degli anni successivi, tuttavia, tutti gli indicatori hanno cominciato a deteriorarsi: il capitale circolante è diventato negativo, le riserve si sono azzerate, la redditività operativa è scesa sotto zero, il peso del debito sul patrimonio è cresciuto costantemente.
Al quinto anno, l’azienda era nella zona di rischio fallimento. Ma il punto cruciale è un altro: già al terzo anno lo score era entrato nella zona grigia — quella fascia intermedia in cui il rischio non è ancora conclamato ma i segnali sono già sufficientemente chiari da giustificare un intervento.
Il problema è che in quel momento, al terzo anno, l’imprenditore si sentiva ancora piuttosto solido, sebbene percepisse già una certa inquietudine. Sfortunatamente il suo commercialista non lo ha allertato per tempo.
In quel momento erano ancora percorribili diverse strade: la rinegoziazione del debito, l’accesso agli strumenti previsti dal Codice della Crisi, una revisione strutturale del modello operativo.
Quelle opzioni non furono esplorate in tempo. E con il passare degli esercizi, si ridussero fino a scomparire.
5. Cosa fare quando si intravedono i primi segnali di crisi
Intercettare i segnali non basta: occorre saperli tradurre in azioni concrete.
Quando l’analisi evidenzia un deterioramento in corso, il primo passo è aprire una conversazione strutturata tra l’imprenditore e i suoi consulenti — legali, fiscali e finanziari — per valutare con lucidità le opzioni disponibili.
Il Codice della Crisi offre oggi strumenti pensati proprio per questa fase: la composizione negoziata della crisi consente di avviare un percorso assistito di risanamento prima che l’insolvenza diventi irreversibile, con la protezione del patrimonio aziendale e la possibilità di trovare un accordo con i creditori in un contesto ordinato. Ma questi strumenti funzionano solo se attivati in tempo. Più si aspetta, più le possibilità si restringono.
Il tempismo, dunque, è oggi più che mai fondamentale per evitare l’insolvenza e trasformare la crisi in un momento di rinascita.
3. Solvibilità aziendale. Cosa fare e cosa non fare
Cosa fare:
• MONITORA i tuoi indicatori finanziari con regolarità. • GUARDA la direzione, non solo il dato puntuale. • RIVOLGITI a un professionista prima che la situazione diventi critica.
Cosa non fare:
• NON MISURARE la salute dell'azienda solo attraverso l'utile di bilancio. • NON ASPETTARE che sia la banca a segnalarti il problema. • NON SOTTOVALUTARE il valore del tempo.
⚠️ Attenzione ai rischi in caso di crisi mal gestita
Non ignorare le conseguenze legali di una crisi non gestita per tempo.
La mancata adozione di adeguati assetti organizzativi e il ritardo nell’emersione della crisi non sono scelte prive di conseguenze sul piano giuridico.
Sul versante civile, gli amministratori possono rispondere personalmente dei danni causati ai creditori per aggravamento del dissesto.
Sul versante penale, laddove la situazione degeneri in insolvenza, si apre il rischio concreto di contestazioni per bancarotta semplice o fraudolenta — reati che prescindono dall’intenzione dolosa e che possono derivare anche da una gestione semplicemente negligente o imprudente. Il D.Lgs. 14/2019 ha rafforzato questi obblighi rendendoli espliciti: ignorarli non è più una scelta difendibile.
Articoli che parlano del nostro lavoro:
Testimonianze
il 2023 per me è stato un anno tragico: avevo già perso la casa in asta nonostante mi fossi affidata ad altri legali. Rischiavo di perdere anche l'immobile commerciale dove esercitavo il mio lavoro. Ho continuato a cercare altri avvocati ma non ero mai soddisfatta, questi professionisti mi davano poche speranze, proponendomi di procedere unicamente con saldi e stralcio, senza di fatto poter però fermare l'asta. Ho poi conosciuto l'avv. Antonio Maria Manco che ha subito preso a cuore la mia situazione: è riuscito a bloccare l'asta per ben due volte, permettendomi quindi di continuare la mia attività lavorativa (continua...).

...È stato anche possibile sospendere l'iscrizione di ipoteca, da parte di Agenzia delle Entrate-Riscossione, su un altro immobile di mia proprietà. L'ho sentito molto presente, nonostante l'enorme distanza che ci separa, tramite telefonate, colloqui via web, ma anche di persona, quando ad esempio è stato necessario comparire presso il Tribunale di Varese. Ho sentito molto più presente lui rispetto a tutti gli altri legali che sono qui nella mia zona. Tra me e l'avv. Manco si è fin da subito instaurato un rapporto di reciproca fiducia; molto umano anche per l'aspetto economico, mentre spesso gli avvocati pretendono molto in termini economici, senza dare un reale servizio... e spesso sono assillanti! Consiglio questo Studio professionale perché ho trovato l'avvocato molto affidabile, molto gentile e premuroso.

Ho ottenuto risultati che, dopo l'arrivo del decreto ingiuntivo, non speravo di ottenere. Sono stato seguito nella trattativa con la finanziaria che alla fine ha rinunciato del tutto al proprio credito! Grazie a questi professionisti per l'impegno e la perseveranza!
Ho conosciuto l’avvocato tramite un’amica che mi parlava bene di lui. Sono già 4 – 5 anni che vengo seguita dall’Avv. Manco e devo dire che ho grande stima e soprattutto fiducia di lui, e quest’ultimo aspetto è quello per me più importante. Ogni volta che ho avuto qualche dubbio, mi rivolgevo all’avvocato e lui prontamente mi spiegava quello che volevo sapere. Per me la sua consulenza è stata sempre impeccabile e abbiamo sempre ottenuto ciò che puntavamo ad avere.

Ringrazio l’avvocato Manco per l’ottimo risultato raggiunto. Grazie al suo intervento è stato possibile annullare completamente un avviso di Agenzia delle Entrate di quasi 120.000 euro. Esperienza ottima anche sul piano personale: tutto è stato gestito con efficienza, cortesia e molta umanità. Davvero un ottimo avvocato tributarista
Persone davvero professionali e competenti, ma soprattutto persone umane che seguono ogni caso con massima disponibilità e competenza non tralasciando niente!!!!

Molto soddisfatto! L’avvocato ha sempre fatto il mio interesse, anche mettendo in secondo piano il proprio tornaconto economico (so per esperienza che non è facile trovare professionisti che lavorano VERAMENTE per il tuo bene!). L'avvocato Manco inoltre non ha ceduto a situazioni che sembravano impossibili e ha sempre cercato la soluzione migliore per me e la mia famiglia. e i risultati sul mio caso testimoniano quanto detto!! Grazie allo studio legale sono riuscito a risolvere questioni bancarie molto difficili. Ho già consigliato a diverse persone questo professionista perché è veramente molto aggiornato, competente e di una grande umanità!!
Anzitutto devo dire che ho apprezzato moltissimo la disponibilità dell’avvocato, che mi ha sempre spiegato tutto con pazienza, fornendomi tutte le volte ampi dettagli dei vari passaggi che stavamo affrontando insieme. Io abito a Ravenna e devo dire che qui spesso accadeva che i professionisti incaricati ci facessero un po’ pesare il tempo che ci dedicavano. L’avvocato Manco invece, consapevole della situazione ingarbugliata, non si è risparmiato ed ha mostrato grande abilità rispetto alle difficoltà che stavamo gestendo (continua...).

...L’avvocato ha risolto la mia situazione, che era veramente complessa e intricata, a causa di problemi bancari che si trascinavano da anni, ormai eravamo sul punto di perdere la casa, su cui gravava un'ipoteca. Il tutto complicato da una serie di decisioni che bisognava per forza di cose prendere, ma che non si prendevano a motivo di un familiare legalmente inabile, un vero e proprio labirinto economico e giuridico. Ma alla fine abbiamo ottenuto risultati difficili da credere in partenza: l’estinzione di tutti i debiti bancari , con un forte sconto nonostante l’ipoteca, la liberazione del nostro immobile e il ripianamento di tutte le nostre problematiche! Non potevo capitare con un avvocato migliore

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