La crisi economica ha aumentato il numero di aste giudiziarie che colpiscono sia imprenditori che cittadini privati indebitati. Il nostro Studio legale ha affrontato casi complessi, ottenendo risultati concreti anche in tempi strettissimi.
Qui raccontiamo come abbiamo bloccato un’asta giudiziaria appena 5 giorni prima della vendita, salvando l’immobile commerciale di una nostra assistita.
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La situazione dell’imprenditrice
La nostra cliente, un’imprenditrice, rischiava di perdere l’immobile presso cui svolgeva la propria attività. Aveva già tentato senza successo di opporsi all’asta con altri avvocati. I tentativi precedenti si erano risolti in nulla, nonostante le eccezioni formulate sulle cessioni del credito da parte della banca originaria.
Il debito complessivo superava i 500.000 euro, e la donna aveva già perso precedentemente la propria abitazione in una vendita giudiziaria. La posta in gioco era quindi molto alta, rendendo urgente un intervento legale efficace.
Come abbiamo bloccato l’asta giudiziaria
Dopo aver analizzato rapidamente la documentazione, abbiamo presentato un ricorso mirato al tribunale competente. Le contestazioni principali riguardavano la legittimazione delle società creditrici, che non erano iscritte all’albo previsto dall’art. 106 del Testo Unico Bancario.
Il vizio di legittimazione processuale
Le società c.d. veicolo titolari dei crediti non potevano svolgere attività di riscossione senza essere registrate come servicer. Questo grave vizio di legittimazione processuale ha permesso di ottenere la sospensione immediata della procedura esecutiva.
Il risultato ottenuto
Il tribunale competente, con provvedimento del 29 febbraio 2024, ha sospeso la procedura esecutiva n. 178 del 2021 e ha ordinato agli istituti creditori di sanare i vizi rilevati dal nostro studio. Grazie a questo intervento, l’imprenditrice ha potuto salvare il suo immobile commerciale, evitando la vendita all’asta e la perdita dell’attività.







